Aggiornato il 20 ottobre 2025 alle ore 12:38
Il 21 settembre 2025, la pista di Chartres si trasformò in un teatro aereo, vibrando al ritmo di droni e traiettorie abbaglianti. Fin dalle prime ore del mattino, un cielo incerto incombeva sull'evento: nuvole, a volte cariche di promesse di temporali, giocavano con la luce, scolpendo un'atmosfera al tempo stesso drammatica e affascinante. Per il fotografo, una sfida: catturare la precisione delle figure nonostante le ombre fugaci, catturare il bagliore di una fusoliera in un fugace raggio di sole.
Questa giornata non è stata solo un appuntamento con gli aerei, ma anche un momento di condivisione. Al mio fianco, mio figlio più piccolo, anche lui appassionato di fotografia, osservava, regolava e scattava. Due prospettive, due sensibilità, un'emozione condivisa a ogni passaggio basso, a ogni vite controllata, a ogni rombo di motore che risuonava nel profondo del mio petto. Tra una dimostrazione e l'altra, scambiavamo poche parole – il linguaggio degli appassionati spesso parla senza parole. Bastava un semplice sguardo per capire: questa volta bisognava immortalarla.
Sopra di noi, il cielo a tratti si apriva, lasciando entrare una luce dorata che accarezzava gli aerei con una radiosità quasi pittorica. Mirage, Rafale, pattuglie acrobatiche o aerei storici, sembravano danzare con le nuvole. Il meteo non distruggeva la magia: al contrario, la avvolgeva in una tensione poetica, un contrasto sorprendente tra la potenza meccanica e la fragilità degli elementi.
Sulla via del ritorno, con le orecchie ancora fischianti, una certezza rimaneva: questi momenti sospesi, catturati da due obiettivi, testimoniavano tanto la nostra passione condivisa quanto la bellezza effimera di un cielo in movimento.
L'album fotografico Chartres - Salone Aereo 2025 contiene 49 foto.
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