Dai bastioni di Saint-Malo, lo sguardo si perde ben oltre le antiche pietre e il movimento delle onde, fino all'altra riva della Rance. Lì, Dinard si erge, elegante e discreta, con le sue ville Belle Époque arroccate sulle scogliere, raffinate vestigia dell'età dell'oro, quando l'aristocrazia e l'alta borghesia venivano a godersi i piaceri balneari della costa bretone. I suoi tetti scuri e le facciate chiare luccicano dolcemente sotto il velo salato portato dal vento.
Tra Saint-Malo e Dinard, il mare dispiega il suo teatro naturale: gli isolotti di Grand Bé e Petit Bé si ergono come due sentinelle immobili, guardiani della baia. Le loro sagome scure tagliano l'orizzonte, in contrasto con il mare scintillante. Con la bassa marea, si può raggiungere Grand Bé a piedi, calpestando la sabbia che un tempo calpestò Chateaubriand prima di riposarvi per l'eternità. Petit Bé, nel frattempo, mostra con orgoglio il suo forte del XVII secolo, costruito per sigillare il porto e proteggere la città corsara dagli attacchi nemici.
Da questo promontorio, il panorama abbraccia due città gemelle, una di fronte all'altra, legate dalla storia, dal mare e dai venti: Saint-Malo, roccaforte corsara, e Dinard, perla del mondo, unite nello stesso splendore di schiuma e luce.
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