Era una di quelle giornate in cui si esce senza una meta precisa, attratti semplicemente dalla morbida luce pomeridiana. Il sentiero, familiare ma in continua evoluzione, si snodava tra siepi ingiallite e ciuffi d'erba secca. E all'improvviso, sul ciglio della strada, dove le ombre degli alberi si allungavano verso l'erba, vidi un vero e proprio piccolo mondo.
Una colonia di funghi color miele (Armillaria mellea) aveva invaso un pendio, emergendo da un tronco invisibile o da una rete sotterranea di radici morte. Raggruppati insieme, questi funghi dai colori caldi sembravano vegliare sul sentiero, come un esercito silenzioso da fiaba. I loro cappelli marrone-dorati, scintillanti nella luce fioca, formavano un mosaico naturale, vivo e in movimento.
A volte si dice che questa specie sia commestibile, a condizione che sia ben cotta e solo quando può essere identificata con certezza. Ma questa certezza, appunto, rimane privilegio dei micologi esperti, mentre per altri il dubbio è segno di umiltà.
Li ho lasciati lì, ai margini del passaggio, come sentinelle a guardia di questo frammento di natura ordinaria. A ricordarci che la bellezza spesso emerge dove meno ce lo aspettiamo.
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